Settenove
Il cuoco delle emozioni
In una trattoria dove non si mangia, il cuoco prepara ogni giorno un piatto fatto di un'emozione, raccolta osservando la vita del paese. Il bambino scopre che le emozioni nascono da cose che succedono alle persone e prova a dire quale piatto cucinerebbe lui. Di Daniele Bergesio.
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Cosa succede nella testa (e nelle mani) di tuo figlio
Il cuoco guarda chi lo circonda per capire cosa prova e trasformarlo in un piatto: il bambino impara che le emozioni hanno una causa e si possono riconoscere negli altri.
- dice di che piatto avrebbe bisogno quando è arrabbiato o triste
- racconta cosa ha visto provare a qualcuno oggi
- associa un'emozione a un cibo o a un sapore
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Com’è leggerlo insieme
Alla prima lettura il bambino resta incuriosito dall'idea di una trattoria dove non si mangia, e vuole sapere qual è il segreto del cuoco. La storia è lenta, fatta di osservazioni: con un bambino stanco conviene leggerla a pezzi.
Con il tempo l'immagine del piatto-emozione diventa un modo per parlare: «oggi mi servirebbe il piatto della calma». Funziona bene a scuola e a casa come punto di partenza per raccontare la giornata.
- un'immagine concreta per parlare di emozioni: il cibo
- insegna a guardare gli altri, non solo se stessi
- un albo da rileggere a pezzi, nei momenti giusti
La metafora del cibo-emozione è delicata e un po' astratta: sotto i 5 anni sfugge. Il testo è lungo per un albo e chiede una lettura calma, non serale di corsa.
Leggerlo, poi farlo: tre idee
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