Corraini
Il gioco delle favole
Non un libro ma sei tavole fustellate di Enzo Mari, del 1965, da incastrare tra loro per costruire un paesaggio con 45 animali delle favole di Esopo e Fedro, il sole e la luna. Il bambino monta la scena e la anima inventando storie sempre diverse: è un classico del design che si gioca, da soli o in famiglia.
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Cosa succede nella testa (e nelle mani) di tuo figlio
Le tavole di Mari sono un canovaccio aperto: la scena cambia a seconda di come si incastrano e gli animali diventano personaggi di storie che il bambino inventa ogni volta.
- dà voce agli animali e li fa parlare tra loro
- rimonta la scena in modo diverso per una storia nuova
- porta i suoi pupazzi dentro il paesaggio di cartone
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Com’è leggerlo insieme
All'apertura sembra un oggetto da guardare più che da usare: le tavole sono eleganti, con animali e piante nello stile netto di Enzo Mari. Le prime volte l'adulto mostra come incastrarle e il bambino è soprattutto attratto dagli animali da riconoscere.
Dopo qualche sessione il gioco cambia: il bambino monta da solo la scena, la cambia, e intanto racconta. Le storie sono sue, spesso mescolano favole note e fatti di casa. In due o tre si gioca bene, ognuno con i suoi animali. Il cartoncino va trattato con un po' di cura.
- un classico del design del 1965, ancora in catalogo
- non finisce mai: ogni incastro è una scena diversa
- si gioca da soli, in due o con tutta la famiglia
Non è una storia da leggere: chi cerca un albo resta deluso. Le tavole in cartoncino si piegano se incastrate con forza dai più piccoli, e il gioco chiede un adulto che all'inizio mostri come comporre la scena.
Leggerlo, poi farlo: tre idee
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