giochi per crescere
Tristezza non mi fai paura!
Immagine: IBS
Libro per bambini3–6 anni

Nord-Sud

Tristezza non mi fai paura!

Il nostro parere

La tristezza arriva come un ospite strano che non se ne va, e il bambino prova a scacciarla senza riuscirci. Poi impara ad ascoltarla, a fare qualcosa con lei, e lei diventa più leggera. Eva Eland dà una forma semplice a un'emozione difficile, con pochissime parole.

Il cuore è accogliere la tristezza: non scacciarla, ma ascoltarla e lasciarla passare.
3–6 anni
età
32
pagine
~4 min
a lettura
Compra da Feltrinelli 12,26 € Compra da Amazon
Da 12,26 € altrove

Link affiliati: riceviamo una commissione, il prezzo per te non cambia.

Cosa stimola

Cosa succede nella testa (e nelle mani) di tuo figlio

3
È il cuore del libroCompetenza socio-emotiva

Il libro dà alla tristezza una forma che il bambino può vedere e con cui può stare. Insegna che le emozioni difficili non si cacciano via: si ascoltano, e passano.

Lo vedi quando…
  • dice «oggi è venuta la tristezza» invece di fare i capricci
  • chiede di stare un po' in silenzio insieme quando è giù
  • racconta cosa fa la sua tristezza, come se fosse un personaggio
2
La allena Linguaggio La tristezza diventa qualcosa di cui si può parlare: il bambino prova a dire quando arriva e cosa vuole.
1 La tocca: attenzione sostenuta.
Tutte le dieci aree, con il voto Apri ⌄
Competenza socio-emotiva 3 su 3
Linguaggio 2 su 3
Attenzione sostenuta 1 su 3
Motricità fine 0 su 3
Motricità globale 0 su 3
Logica e matematica 0 su 3
Funzioni esecutive 0 su 3
Gioco simbolico e creatività 0 su 3
Visuo-spaziale 0 su 3
Cooperazione e turnazione 0 su 3

Come assegniamo i voti →

La recensione

Com’è leggerlo insieme

La prima lettura è veloce, le parole sono poche e le figure semplici, quasi a pastello. Il bambino si incuriosisce di questo ospite strano che segue il protagonista dappertutto, e chiede chi è e perché non se ne va.

Il libro rende di più quando torna nei giorni giusti: dopo un litigio, una delusione, una partenza. Allora il bambino riconosce la sua tristezza nella figura del libro e diventa più facile parlarne, senza fretta di farla sparire.

Perché lo consigliamo
  • una forma semplice per un'emozione difficile da spiegare
  • pochissime parole, adatto anche ai più piccoli
  • insegna ad accogliere la tristezza, non a scacciarla
Quando NON è adatto

Testo molto breve: senza un adulto che dopo ne parli resta un libro carino e basta. Dopo i 6 anni il messaggio arriva al primo colpo e si consuma presto.

Dopo la lettura

Leggerlo, poi farlo: tre idee

3–4 anni
Chiedete al bambino di disegnare la sua tristezza come nel libro, e di darle un nome.
5–6 anni
Pensate insieme a cosa si può fare con la tristezza: una passeggiata, una tazza di tè, un abbraccio.

Dove trovarlo

Link affiliati: se acquisti riceviamo una commissione, il prezzo per te non cambia.

Allenano le stesse aree

Libri e giochi diversi, impronta vicina.