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Una buona ragione
Il protagonista non vuole andare a scuola e la mamma lo sfida: dammi una buona ragione. Il bambino ascolta scuse sempre più fantasiose e ride delle risposte. Di Matteo Razzini, illustrato da Beatrice Zampetti, aiuta ad affrontare con leggerezza la paura della scuola.
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Cosa succede nella testa (e nelle mani) di tuo figlio
Il racconto procede a scuse e controbattute: il bambino segue un piccolo dialogo, coglie l'umorismo e prova a trovare a sua volta parole per convincere.
- inventa una sua scusa per non andare all'asilo o a scuola
- ripete la frase della mamma: dammi una buona ragione
- spiega perché una scusa non regge
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Com’è leggerlo insieme
La prima lettura fa ridere perché ogni scusa è più assurda della precedente e la mamma non cede mai. I bambini che stanno per iniziare la scuola si riconoscono subito.
Rileggendolo, il bambino vuole partecipare e propone le sue scuse. È un buon modo per far uscire, dietro il gioco, le paure vere sul distacco del mattino, senza farne una discussione seria.
- parla della paura della scuola con una risata
- invita il bambino a dire la sua, non solo ad ascoltare
- breve e leggero, adatto ai mattini difficili
Funziona soprattutto nel periodo di inizio scuola o di rifiuto della scuola: fuori da quel momento perde forza. Dopo i 7 anni le scuse sembrano ingenue.
Leggerlo, poi farlo: tre idee
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