giochi per crescere
Sono triste o sono felice?
Immagine: IBS
Libro per bambini2–5 anni

La Coccinella

Sono triste o sono felice?

Il nostro parere

Ogni pagina mette a confronto la stessa cosa vista in due modi: la pioggia, un buco nel calzino o nella ciambella. Il bambino dà un nome a felice e triste e scopre che la stessa situazione può far sentire cose opposte. È un primo assaggio di punto di vista, più che un elenco di faccine.

Il cuore è scoprire che la stessa cosa può rendere tristi o felici, a seconda di come la si guarda.
2–5 anni
età
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Cosa stimola

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3
È il cuore del libroCompetenza socio-emotiva

Ogni pagina mette accanto due modi di vivere la stessa situazione: la pioggia rovina il picnic ma fa felici le lumache. Il bambino nomina le due emozioni e intuisce che dipendono dal punto di vista, un primo passo verso la prospettiva dell'altro.

Lo vedi quando…
  • indica la figura e dice chi è triste e chi è contento
  • spiega perché il buco nel calzino non piace ma quello nella ciambella sì
  • trova da solo un lato bello in una cosa che lo ha rattristato
2
La allena Linguaggio Felice, triste e i perché che li legano: il bambino è invitato a dire non solo come si sente il personaggio ma anche per quale motivo, con frasi intere.
1 Le tocca: logica e matematica, attenzione sostenuta.
Tutte le dieci aree, con il voto Apri ⌄
Competenza socio-emotiva 3 su 3
Linguaggio 2 su 3
Logica e matematica 1 su 3
Attenzione sostenuta 1 su 3
Motricità fine 0 su 3
Motricità globale 0 su 3
Funzioni esecutive 0 su 3
Gioco simbolico e creatività 0 su 3
Visuo-spaziale 0 su 3
Cooperazione e turnazione 0 su 3

Come assegniamo i voti →

La recensione

Com’è leggerlo insieme

La prima lettura scorre veloce: testi brevi, figure chiare, un confronto per pagina. I più piccoli si fermano sulle immagini; dai tre anni in su il gioco del «però» comincia a divertire, e il bambino anticipa la pagina successiva.

Alla decima volta è il bambino a proporre i suoi esempi: la pioggia, il fratellino, la fine della festa. Il libro funziona come spunto per parlarne, a patto che un adulto lo accompagni; letto da solo resta una sequenza di figure.

Perché lo consigliamo
  • un'idea sola, chiara, che il bambino può riusare nella vita di tutti i giorni
  • esempi presi da oggetti e situazioni che conosce già
  • apre la conversazione sulle emozioni senza fare la morale
Quando NON è adatto

Testi brevi e un'idea sola: dopo i 5 anni lo si sfoglia poco. Il gioco del punto di vista va accompagnato da un adulto; da solo il bambino piccolo guarda le figure e basta. Per rabbia, paura o sfumature servono altri libri.

Dopo la lettura

Leggerlo, poi farlo: tre idee

2–3 anni
Dopo la lettura, sfogliate le figure e chiedete: questo è felice o triste? Rispondete con la faccia.
3–4 anni
Cercate in casa una cosa che a voi piace e a lui no, o il contrario, e parlatene.
4–5 anni
Inventate insieme una nuova pagina: una situazione triste per qualcuno e felice per qualcun altro.

Dove trovarlo

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