Lapis
Lo straniero
Un gigante arriva nel Regno e tutti hanno paura: provano a cacciarlo, lo feriscono, finché le sue lacrime li portano a guardarlo negli occhi. Il classico di Kjell Ringi, con poche parole e grandi tavole, porta il bambino a chiedersi perché si ha paura di chi non si conosce.
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Cosa succede nella testa (e nelle mani) di tuo figlio
Il bambino vede la paura del popolo e il dolore del gigante, e capisce che la diffidenza nasce dal non conoscersi: un racconto sull'empatia che mette i due punti di vista a confronto.
- chiede perché il gigante piange
- dice che i soldati hanno sbagliato a sparare
- racconta di quando ha avuto paura di qualcuno che poi era gentile
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Com’è leggerlo insieme
Il libro gioca con le dimensioni: il gigante si vede solo in parte, e il bambino capisce quanto è grande dai piccoli soldati ai suoi piedi. Alla prima lettura resta colpito soprattutto dal colpo di cannone e dalle lacrime che diventano mare.
Le riletture spostano l'attenzione sul perché: perché avevano paura? Cosa è cambiato? È un libro del 1968 che parla di oggi, utile a scuola e a casa per parlare di accoglienza senza fare lezione.
- un classico sull'accoglienza, ancora attuale
- le tavole giocano con le dimensioni e si ricordano
- poche parole: lascia spazio alle domande del bambino
Il colpo di cannone e il gigante ferito possono turbare i più sensibili. Il messaggio è chiaro ma va discusso: sotto i 4 anni resta la storia di un gigante, senza il senso.
Leggerlo, poi farlo: tre idee
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