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Giochi Montessori: cosa sono davvero e come riconoscerli

Cosa rende montessoriano un gioco, perché tanti sono in legno, cosa dice la ricerca sul metodo e come portare le stesse idee in casa, anche senza comprare niente.

Redazione Giochi per crescere

Giochi Montessori: cosa sono davvero e come riconoscerli

I giochi Montessori sono oggetti pensati per un gesto preciso, che lasciano al bambino la possibilità di accorgersi da solo se ha sbagliato. Una tavoletta con cerchi di misure diverse, ognuno con il suo incavo, è l'esempio più chiaro. Se un cerchio grande finisce in un posto troppo largo, alla fine resta in mano un pezzo che non entra da nessuna parte, e il bambino capisce dove rimediare.

Il nome viene da Maria Montessori, che nel 1907 aprì a Roma la prima Casa dei Bambini. Oggi la parola sta su moltissime scatole, e due domande bastano a capire quanto un gioco ne segua le idee: cosa fa fare al bambino, e come si accorge di aver sbagliato.

Il metodo Montessori in breve

Il metodo Montessori è un sistema educativo fatto di un ambiente preparato, di un insegnante formato e di materiali da manipolare, pensato per bambini dalla nascita ai 18 anni e proposto a un bambino alla volta (Randolph e colleghi, 2023). Nacque nelle Case dei Bambini di Roma, con bambini dai due anni e mezzo ai sei, ed è diventato l'educazione alternativa più diffusa al mondo.

Il materiale è una parte del sistema, non tutto. Nelle scuole sono centinaia di strumenti, per lo più di legno e di vetro, ognuno progettato per un'età e per un apprendimento preciso. Intorno ci sono classi con bambini di tre età diverse, lunghi periodi di lavoro senza interruzioni e la libertà di scegliere cosa fare. Un gioco comprato per casa ne prende in prestito un'idea, ed è quella che conviene saper riconoscere.

Cosa rende montessoriano un gioco

Un gioco è montessoriano quando fa fare al bambino una cosa sola, gliela lascia ripetere e gli mostra l'errore senza bisogno di un adulto.

Un solo scopo

Il primo materiale che Montessori presentava ai bambini era un blocco di legno con dieci cilindri incastrati, con diametri che scalano di circa due millimetri. Il gioco consisteva nel toglierli, mescolarli e rimetterli ognuno al suo posto, e serviva ad allenare l'occhio a distinguere le grandezze (Montessori, 1912). Niente suoni né luci, perché ogni aggiunta sposterebbe l'attenzione da quella differenza. Un gioco che fa dieci cose insieme può divertire, ma segue un'altra idea.

L'errore che si vede

Il controllo dell'errore è la caratteristica più riconoscibile del materiale Montessori. Se il bambino infila un cilindro in un foro troppo largo, alla fine resta con il cilindro più grande in mano e solo il foro più piccolo libero. Montessori lo descrive mentre tasta i cilindri, li scuote, toglie quelli fuori posto e ricomincia da capo.

Il materiale didattico controlla ogni errore. Il bambino si corregge da solo, in vari modi.

Maria Montessori, The Montessori Method, 1912, p. 223 del PDF (traduzione nostra)

Per questo, secondo Montessori, il valore del materiale sta proprio negli errori. Quando il bambino rimette ogni pezzo al suo posto con sicurezza, l'esercizio è superato e quell'oggetto non gli serve più.

Fatto per essere ripetuto

Un gioco montessoriano regge la ripetizione, perché si smonta e si rifà senza perdere senso. Nello stesso libro Montessori nota che alcuni bambini si fermano dopo cinque o sei volte e altri tolgono e rimettono i pezzi almeno venti volte, e racconta di una bambina di quattro anni che rifece l'esercizio sedici volte, continuando anche quando gli altri cantavano per distrarla. In casa succede quando un bambino richiude la scatola appena finita e la riapre subito.

A misura di bambino

Nelle Case dei Bambini tavoli e sedie erano così leggeri che due bambini di quattro anni potevano spostare un tavolo, e il lavabo era abbastanza basso per un bambino di tre. Una sedia rovesciata con un gesto brusco mostrava al bambino, meglio di un richiamo, che doveva controllare i movimenti (Montessori, 1912). La stessa misura vale per gli oggetti: pezzi che una mano piccola afferra bene, pesi che riesce a sollevare, un numero di pezzi che tiene sotto controllo.

Come riconoscere un gioco Montessori
Cosa guardareSegue l'ideaÈ solo un'etichetta
Lo scopofa fare una cosa precisa: incastrare, impilare, infilare, aprirepromette di allenare tutto insieme, con luci, suoni e pulsanti
L'erroresi vede da solo, perché il pezzo non entra o la torre pendeserve un adulto che dica se è giusto
I pezzipochi, grandi, ognuno con il suo postotanti pezzi sparsi, senza un ordine
La difficoltàcresce dentro lo stesso gioco, dal facile al difficileresta uguale dal primo all'ultimo giorno

Perché i giochi Montessori sono in legno

I giochi Montessori sono spesso in legno perché lo erano i materiali originali, quasi tutti di legno e di vetro. Il materiale però non basta. Un cubo di legno con dieci pulsanti che suonano resta un gioco a dieci scopi, mentre un incastro con tre forme ben distinte, di qualunque materiale, segue l'idea molto di più. Molti giochi che avete già in casa, come una piramide di anelli o dei bicchieri che entrano uno nell'altro, rispondono alle due domande dell'inizio anche se sulla scatola non c'è scritto Montessori.

Giochi Montessori da fare a casa: la vita pratica

Nel metodo Montessori una parte grande del lavoro riguarda i gesti di tutti i giorni, che Montessori chiamava vita pratica. Nelle Case dei Bambini i piccoli apparecchiavano e sparecchiavano per il pranzo, mettevano in ordine la stanza e imparavano a lavarsi i denti. Per prepararsi a vestirsi da soli usavano dieci telai di legno, ognuno con un'allacciatura diversa, dai bottoni grandi ai lacci delle scarpe, da aprire e chiudere tante volte (Montessori, 1912).

In casa questo vuol dire offrire occasioni vere. Un gancio basso per la giacca, un bicchiere piccolo da riempire con una brocca leggera, posate della sua misura, uno sgabello per arrivare al lavandino. Un bambino che porta il suo piatto in cucina, con un adulto che lo aspetta senza prenderglielo di mano, sta facendo proprio questo lavoro.

Cosa dice la ricerca sul metodo Montessori

La ricerca dà ragione al metodo Montessori quando è applicato per intero, a scuola. Una rassegna del 2023 ha messo insieme 32 studi che confrontano scuole Montessori e tradizionali, scelti fra oltre duemila, e ha trovato effetti favorevoli, da piccoli a medi, su apprendimenti, funzioni esecutive e creatività (Randolph e colleghi, 2023). Per le funzioni esecutive, cioè la capacità di fermarsi, tenere a mente un obiettivo e cambiare strategia, la qualità delle prove è moderata.

Gli stessi autori avvertono che il metodo funziona come un sistema, con maestre formate, classi di età miste, ore di lavoro senza interruzioni e il materiale completo, e che prenderne solo dei pezzi è probabilmente una soluzione debole. Nessuno di quegli studi riguarda giochi comprati per casa. Un gioco con la scritta Montessori può essere un ottimo gioco, ma i risultati delle scuole non si trasferiscono a lui. Per scegliere, quindi, valgono le due domande sul gesto e sull'errore più della scritta sulla confezione.

Montessori e i giocattoli, un rapporto complicato

Maria Montessori era severa con i giocattoli del suo tempo. Nelle Case dei Bambini c'erano bambole, palle, animali, trenini e arredi per la casa delle bambole, usati anche per imparare a leggere. Racconta però che i bambini, una volta capaci di leggere i cartellini con i nomi, rifiutavano di prendere i giocattoli e preferivano continuare a leggere, tanto che i giocattoli furono messi da parte. Nelle conclusioni del libro li giudica oggetti che sminuiscono il bambino (Montessori, 1912).

Oggi il suo nome sta soprattutto sulle scatole dei giocattoli, eppure quell'osservazione resta utile. Un bambino si appassiona a un oggetto che gli fa fare qualcosa di vero e gli lascia capire se ci è riuscito, e quando lo trova lo ripete a lungo.

Giochi Montessori per età: da quando si comincia

I giochi Montessori non hanno un'età di partenza, perché il metodo accompagna ogni fase dalla nascita. Cambia il tipo di oggetto. I cilindri da incastrare, il primo materiale di Montessori, erano i preferiti dei bambini di due anni e mezzo e tre anni; prima di quell'età gli stessi principi valgono per oggetti più semplici.

Giochi Montessori per età
EtàCosa cerca il bambinoChe gioco lo segue
0-12 mesiafferrare, portare alla bocca, scoprire che le cose spariscono e tornanooggetti da afferrare di materiali diversi, una scatola dove la pallina sparisce e ricompare
12-24 mesiimpilare, infilare, aprire e chiudere, camminare spingendoanelli su un perno, incastri con tre forme grandi, un carrello da spingere
2-3 anniconfrontare grandezze, vestirsi e mangiare da soloincastri con pezzi graduati, bottoni grandi da allacciare, piccoli travasi d'acqua
3-6 anniordinare, classificare, riconoscere forme, lettere e quantitàserie di forme e colori, giochi per contare e per riconoscere le lettere

Per il secondo anno di vita c'è una selezione di giochi Montessori per bambini di 1 anno, con incastri, impilatori e giochi per i primi passi. Cosa succede nello sviluppo in quei mesi lo racconta la guida ai giochi per bambini di 1 anno; per il primo anno c'è quella sui giochi per neonati, e la pagina sulla motricità fine spiega perché le mani, in questi anni, imparano così in fretta.

Come proporre un gioco Montessori

Un gioco Montessori funziona meglio se l'adulto mostra il gesto una volta, lentamente, e poi si fa da parte. Montessori chiedeva alle maestre di non intervenire mentre il bambino lavorava su un errore, e raccontava quanto fosse difficile trattenersi davanti alle sopracciglia aggrottate di un piccolo che riprova. Se vostro figlio gira tre volte il triangolo prima di trovare il verso giusto, quella fatica è il gioco.

Se invece lo prova e lo lascia subito, probabilmente è troppo presto. Togliere metà dei pezzi, o tornare a un gioco con meno forme, gli restituisce una sfida alla sua portata. Quando lo risolve senza pensarci è superato, e si può mettere via per un po' o passare a un fratello più piccolo.

Pochi oggetti alla volta, su un ripiano basso dove arriva da solo, lo aiutano a scegliere e a rimettere a posto. Con tre o quattro proposte in vista, un bambino di due anni sa già dove andare a prendere quella che vuole.

Domande frequenti

A cosa servono i giochi Montessori?

Servono a fare una cosa precisa da soli, come incastrare, impilare o allacciare, accorgendosi dell'errore senza che un adulto lo segnali: così il bambino ripete, si corregge e diventa più autonomo.

Che differenza c'è fra materiale Montessori e giochi Montessori?

Il materiale Montessori è quello progettato da Maria Montessori e dai suoi collaboratori per le scuole, centinaia di strumenti divisi per età. I giochi Montessori in commercio ne riprendono la forma o i principi per l'uso in casa, con fedeltà molto diverse da un prodotto all'altro.

Si possono fare giochi Montessori fai da te?

Sì, molti si costruiscono con quello che c'è in casa. Una scatola da scarpe con un foro sul coperchio e una palla che ci passa diventa la scatola dove le cose spariscono e tornano; qualche barattolo di misure diverse diventa una serie da infilare uno nell'altro. Gli oggetti devono essere troppo grandi per entrare in bocca interi e senza parti che si staccano.

Per seguire il metodo in casa servono per forza i giochi Montessori?

No. Contano almeno quanto i giochi l'ambiente a misura e i gesti della vita pratica, come vestirsi, apparecchiare o versarsi l'acqua, descritti più sopra.

I giochi Montessori sono meglio degli altri?

Non ci sono studi che confrontino giochi per casa con e senza l'etichetta Montessori: le ricerche riguardano le scuole. Un buon gioco, con o senza quella parola sulla scatola, ha uno scopo chiaro e lascia lavorare il bambino.

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