Giochi Montessori 1 anno: quali scegliere dai 12 ai 24 mesi
Incastri con poche forme, impilatori, scatole dove la pallina sparisce, carrelli per i primi passi: i giochi Montessori per il secondo anno, con cosa allenano e quando stancano.
Redazione Giochi per crescere
I giochi Montessori per bambini di 1 anno sono oggetti semplici, quasi sempre di legno, che fanno fare un gesto alla volta e mostrano subito se è riuscito. La pallina sparisce e ricompare, l'anello scende sul perno, il triangolo entra solo nel verso giusto. Fra i 12 e i 24 mesi il bambino vuole fare da solo e rifare la stessa cosa molte volte, e questi giochi glielo permettono. Perché un gioco si possa dire davvero montessoriano lo racconta la guida giochi Montessori: cosa sono e come riconoscerli.
Come scegliere i giochi Montessori a 1 anno
Il gioco giusto a questa età ha poche parti grandi, un solo scopo e un errore che si vede. Se il bambino sbaglia, il pezzo non entra o la torre pende, e lui riprova senza che nessuno debba correggerlo. Montessori lo chiamava controllo dell'errore, e ne faceva il centro del suo materiale (Montessori, 1912).
Conta anche la misura della sfida. Un incastro con tre forme riesce verso i 14 mesi, una tavola con dieci pezzi graduati diventa interessante dopo l'anno e mezzo. Cosa succede nello sviluppo in questi mesi lo racconta la guida ai giochi per bambini di 1 anno.
Scatole dove le cose spariscono e tornano (10-18 mesi)
Intorno al primo compleanno uno dei giochi preferiti è far sparire una cosa e ritrovarla. Il bambino spinge la pallina nel foro del coperchio, la vede scomparire, apre il secchiello e la ritrova, e lo rifà decine di volte. La scatola con i fazzoletti di stoffa gioca sulla stessa scoperta e allena la presa a pinza. Le prime volte i fazzoletti li rinfilate voi, e lui li tira fuori di nuovo.
Il bambino spinge una pallina nel foro del coperchio, la vede sparire, apre il secchiello e la ritrova. Ripetuto decine di volte, il gesto gli conferma che le cose esistono anche quando non si vedono. È la classica scatola della permanenza dell'oggetto, con un manico per portarla in giro.
Un piccolo contenitore di legno con quattro fazzoletti di chiffon colorati da tirare fuori dai fori e da rinfilare. Il bambino soddisfa la voglia di svuotare la scatola dei fazzoletti di casa, allenando la presa a pinza e scoprendo che ciò che sparisce dentro esce dall'altra parte.
Gli incastri sono il gioco Montessori più riconoscibile del secondo anno. Il bambino prende il cerchio e lo vede scendere al primo colpo; con il triangolo spinge, la tavoletta resiste, lui lo gira e al secondo o terzo tentativo entra. Così la difficoltà cresce dentro lo stesso gioco. Nella tavoletta i pezzi si prendono per un pomello, stretto fra pollice e indice; nella scatola con il coperchio i blocchi spariscono dentro e per riprenderli bisogna aprire.
Tre pezzi, cerchio, quadrato e triangolo, da prendere per il pomello e rimettere nel loro posto sulla tavoletta. Il bambino confronta la forma con il buco e la gira finché scende. Il cerchio entra sempre, il triangolo chiede di orientarlo: la difficoltà cresce dentro lo stesso gioco.
Una scatola di legno con coperchio a tre fori e sei blocchi grossi: cubi, cilindri e prismi triangolari. Il bambino prova, gira il pezzo e lo spinge dentro finché trova il foro giusto, poi apre il coperchio e ricomincia. Poche forme, ben distinte: un primo incastro alla portata.
Un cubo con fori di forme diverse: il bambino prende un pezzo, cerca il foro giusto e lo gira finché entra. È il primo esercizio di forme e orientamento, con la ricompensa immediata del pezzo che cade dentro.
Infilare anelli su un perno e chiudere cilindri uno dentro l'altro insegna con le mani il grande e il piccolo. Con soli tre anelli il primo impilatore riesce anche a chi ha appena compiuto un anno. Il bambino centra il foro, lascia scendere l'anello e piano piano scopre che il grande va sotto. I cilindri a incastro arrivano qualche mese dopo, quando prova un cilindro, vede che non entra e ne cerca uno più piccolo.
Tre anelli di legno di misure diverse da infilare sul perno, più una pallina da mettere in cima. Il bambino centra il foro, lascia scendere l'anello e piano piano scopre che il grande va sotto e il piccolo sopra. Con soli tre pezzi è un primo impilatore che riesce anche ai più piccoli.
Cilindri di legno colorati, più uno naturale, che entrano uno dentro l'altro. Il bambino prova, vede che uno non entra, ne cerca uno più piccolo e alla fine li chiude tutti nel più grande. Rovesciati, diventano anche una torre da impilare.
Con la panchetta battichiodi il bambino batte finché i pioli scendono, poi la gira e ricomincia dall'altra parte. Il gesto è grande e rumoroso, eppure per centrare il piolo serve mira. I cubi sensoriali chiedono attenzione e calma. Il bambino scuote un cubo e lo avvicina all'orecchio, ne prende un altro e ci guarda attraverso, passa le dita su una superficie ruvida. Le prime volte i gesti li mostrate voi, e lui li ripete; senza quell'esempio, a un anno, finisce per impilarli come cubetti qualsiasi.
Una panchetta con quattro pioli e un martelletto: il bambino batte finché i pioli scendono, poi gira la panchetta e ricomincia dall'altra parte. Il gesto è grande e rumoroso, ma per centrare il piolo serve mira, e il risultato si vede a ogni colpo.
Nove cubi di legno con un segreto ciascuno: tre suonano in modo diverso, tre si guardano attraverso (specchio e lenti), tre hanno superfici da toccare. Il bambino li scuote, li gira e li confronta, imparando a fermarsi sulle differenze: un set sensoriale puro, senza luci né suoni elettronici.
Nel secondo anno il corpo chiede di camminare. Il carrello di legno ha un freno che rallenta le ruote, così il bambino si tira su, spinge, si ferma e riparte senza che il carrello gli scappi. Quando cammina sicuro lo usa per portare a spasso il pupazzo. La lumaca da trainare è per chi fa già qualche passo da solo, e lo invoglia a camminare girandosi a guardarla.
Un carrello di legno da spingere per i primi passi, con un freno regolabile che ne rallenta le ruote e un sedile dove portare a spasso il pupazzo o la bambola. Il bambino si tira su, spinge, si ferma e riparte, trovando l'equilibrio passo dopo passo.
Il bambino cammina tirando il cordino e la lumaca lo segue, allungandosi e accorciandosi come se strisciasse davvero. Un motivo in più per alzarsi, camminare e girarsi a guardare dietro di sé, nei mesi in cui il passo è ancora incerto.
Per Montessori i gesti di tutti i giorni valevano quanto i giochi. A un anno il primo è mangiare da soli con posate della propria misura, seduti accanto a un adulto. All'inizio il cibo cade più spesso di quanto arrivi alla bocca, e va bene lasciarlo provare con poche cose nel piatto, facili da infilzare. Cucchiaio e forchetta si usano da subito, il coltello servirà verso i 3-4 anni.
Giochi Montessori dai 18 mesi: grandezze da confrontare
Dopo l'anno e mezzo arrivano gli incastri graduati, i più vicini al materiale originale di Montessori, che cominciava con dieci cilindri di misure appena diverse. La tavola con dieci cerchi chiede di confrontare le grandezze a occhio e per prova. Il bambino avvicina due cerchi, prova un incavo, si accorge che è troppo largo e passa al successivo. Resta interessante fino ai 3 anni e oltre, quando entrano in scena i giochi per bambini di 2 anni.
Un gioco è della misura giusta quando il bambino ci torna da solo e ogni tanto sbaglia. Se lo prova e lo lascia subito, la sfida è grande, e basta togliere qualche pezzo o rifare il gesto una volta davanti a lui, lentamente. Se lo risolve in un attimo e non lo cerca più, è superato: quasi tutti i giochi di questa pagina arrivano lì verso i 2 anni e mezzo. Mettetelo via per qualche settimana e tirate fuori il successivo, e quando torna a vederlo spesso lo riprende con occhi nuovi.
Domande frequenti
Da che età si usano i giochi Montessori?
Dalla nascita, perché il metodo copre ogni fase. Nel primo anno sono oggetti da afferrare e scatole dove le cose spariscono (lo racconta la guida ai [giochi per neonati](/blog/giochi-per-neonati-0-12-mesi)); dal primo compleanno arrivano incastri, impilatori e carrelli.
Quale gioco Montessori regalare a 1 anno, per il primo compleanno?
Una tavoletta delle forme o il secchiello con la pallina sono le scelte più sicure: si usano subito e durano fino ai 2 anni circa. Se il bambino sta cominciando a camminare, un carrello da spingere accompagna tutto l'anno.
Per una bimba di 1 anno ci sono giochi Montessori diversi?
No, i giochi di questa selezione vanno bene allo stesso modo per un bimbo e per una bimba, perché seguono quello che il bambino sa fare a quell'età.
Perché i giochi Montessori per 1 anno sono quasi tutti in legno?
Perché lo erano i materiali originali di Montessori. Il legno da solo però non basta: conta che il gioco abbia uno scopo e mostri l'errore, come spiega la guida [giochi Montessori: cosa sono e come riconoscerli](/blog/giochi-montessori).
Quanti giochi Montessori servono a 1 anno?
Pochi. Tre o quattro alla volta, su un ripiano basso dove il bambino arriva da solo, lo aiutano a scegliere e a rimettere a posto; gli altri possono aspettare in un armadio.
Si possono fare giochi Montessori per 1 anno fai da te?
Sì. Una scatola da scarpe con un foro sul coperchio e una palla che ci passa diventa un gioco di palla che scompare e ritorna; tre barattoli di misure diverse diventano una serie da infilare uno nell'altro. Gli oggetti devono essere troppo grandi per entrare in bocca interi e senza parti che si staccano.