Janod
Janod Pietre da impilare Zigolos
Venti pietre di legno colorate, tutte di forma diversa, da impilare senza un modello. Il bambino cerca la faccia su cui ogni pietra sta ferma e la appoggia con delicatezza: costruire in equilibrio chiede una mano precisa e un occhio che valuta le forme. Più aperto di una torre di cubi, dove tutto si incastra da sé.
Cosa succede nella testa (e nelle mani) di tuo figlio
Impilare forme irregolari chiede di dosare la forza, appoggiare con precisione e staccare le dita senza spingere: un controllo della mano molto più fine di quello che serve con i cubi.
- appoggia la pietra e toglie le dita lentamente, una alla volta
- corregge una pietra che oscilla con un tocco leggero invece di spingerla
- usa due mani per sistemare una pietra larga in cima alla torre
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Com’è giocarci davvero
All'inizio le pietre si toccano, si guardano controluce, si mettono in fila o si usano come cibo nel gioco della cucina. Le prime torri hanno due o tre pezzi e crollano subito, perché i più piccoli appoggiano senza guardare il lato. Va bene così: si impara proprio dai crolli.
Con il tempo il bambino scopre che ogni pietra ha un verso in cui sta ferma, e le torri si alzano. Verso i 4-5 anni arrivano le sfide: chi costruisce la torre più alta, chi riesce a mettere la pietra grande in cima. Mancano schede e modelli, quindi le idee nuove le porta soprattutto l'adulto.
- forme tutte diverse: ogni torre è un problema nuovo
- legno leggero, se crolla non fa danni né rumore eccessivo
- si usa anche come materiale per far finta: cibo, sassi, isole
Senza schede o obiettivi: chi ha bisogno di una sfida guidata si stanca presto, e l'adulto deve proporre i giochi. Le torri crollano spesso, e per alcuni bambini di 2 anni questo è più frustrante che divertente.
Cresce con lui: tre sfide
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