Orecchio Acerbo
Mio padre, il grande pirata
Un bambino crede che il padre, emigrato in Belgio, sia un grande pirata: torna una volta l'anno con regali di mare e racconti di tesori. Dopo un incidente in miniera scopre la verità. Davide Calì racconta l'emigrazione italiana e una grande delusione che diventa ammirazione: il bambino si interroga su cosa vuol dire essere un eroe.
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Cosa succede nella testa (e nelle mani) di tuo figlio
Il bambino della storia passa dal sogno alla verità e poi all'orgoglio: chi legge vive la stessa delusione e scopre che si può voler bene anche a chi non è come lo immaginavamo.
- chiede che lavoro facevano i nonni o i bisnonni
- dice cosa ha provato il bambino quando ha scoperto la verità
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Com’è leggerlo insieme
La prima parte è un'avventura: i soprannomi della ciurma, il pappagallo Centolire, la nave Speranza. Il bambino ci crede insieme al protagonista, e la svolta della miniera arriva come uno shock anche per chi legge.
Riletto, il libro diventa un'occasione per parlare di emigrazione e di lavoro, magari partendo dalla storia della propria famiglia. È intenso: conviene leggerlo con il tempo per le domande che porta, non di fretta prima di dormire.
- racconta un pezzo di storia italiana, l'emigrazione in miniera
- davide calì, uno degli autori di albi più tradotti
- un finale che commuove senza essere triste fino in fondo
Tema duro: lavoro in miniera, incidente, ospedale. Non è un albo da sera per bambini piccoli; sotto i 7 anni la storia dell'emigrazione non si capisce senza spiegazioni.
Leggerlo, poi farlo: tre idee
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