giochi per crescere
Headu Bambolotto Amico del cuore Montessori
Immagine: IBS
Gioco2 anni – 4½ anni

Headu

Headu Bambolotto Amico del cuore Montessori

Il nostro parere

Il bambino veste il bambolotto, gli prepara cosa portare a scuola o in campagna e gli infila un fiore nella tasca: sceglie per lui e racconta la sua giornata. Un far finta guidato da situazioni quotidiane, dove si parla anche di come si sente.

Il cuore è far vivere una giornata al bambolotto: vestirlo, scegliere cosa portare, raccontare dove va.
2 anni – 4½ anni
età
1–2
giocatori
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Cosa stimola

Cosa succede nella testa (e nelle mani) di tuo figlio

3
È il cuore del giocoGioco simbolico e creatività

Il bambolotto sta per una persona e le situazioni (scuola, campagna, casa) sono un copione aperto: il bambino decide cosa succede e lo mette in scena, che è proprio il gioco simbolico dei 2-4 anni.

Lo vedi quando…
  • dice al bambolotto «andiamo a scuola» e gli prepara le cose
  • usa un oggetto della casa come accessorio in più
  • ripete con il bambolotto una scena che ha vissuto lui
2
La allena Linguaggio Raccontare dove va il bambolotto e cosa gli serve chiede parole per oggetti, luoghi e sentimenti.
2
La allena Competenza socio-emotiva Chiedersi come si sente il bambolotto quando va a scuola o perde qualcosa porta il bambino a nominare emozioni e a guardarle da fuori.
1 La tocca: motricità fine.
Tutte le dieci aree, con il voto Apri ⌄
Gioco simbolico e creatività 3 su 3
Linguaggio 2 su 3
Competenza socio-emotiva 2 su 3
Motricità fine 1 su 3
Motricità globale 0 su 3
Logica e matematica 0 su 3
Funzioni esecutive 0 su 3
Visuo-spaziale 0 su 3
Attenzione sostenuta 0 su 3
Cooperazione e turnazione 0 su 3

Come assegniamo i voti →

La recensione

Com’è giocarci davvero

Il bambolotto piace subito, anche solo come compagno da tenere vicino. Le prime volte il bambino lo veste e lo sveste e poco altro: le situazioni le deve aprire l'adulto, con una domanda tipo «oggi dove andiamo?».

Col tempo il gioco si allarga: il bambolotto va dal dottore, si arrabbia, si consola, e spesso fa le cose che il bambino ha appena vissuto. È lì che diventa utile per parlare di emozioni senza fare la predica.

Perché lo consigliamo
  • un compagno di finzione su cui il bambino proietta le sue giornate
  • situazioni quotidiane che fanno da spunto anche al genitore
  • si porta ovunque e entra negli altri giochi di casa
Quando NON è adatto

Va proposto con un adulto che apra le situazioni: da solo il bambino lo usa poco. Dopo i 4 anni il gioco di ruolo cerca personaggi e mondi più ricchi.

Come proporlo

Cresce con lui: tre sfide

2–3 anni
Vestirlo, metterlo a letto, dargli da mangiare: piccole azioni ripetute con l'adulto accanto.
3–4 anni
Inventare una giornata intera, con un problema da risolvere e un'emozione da raccontare.

Dove trovarlo

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