Bambino timido: giochi per aiutarlo a farsi avanti
Un burattino che dice quello che lui non dice, un albo in cui la protagonista arrossisce per tutto, un camion dei pompieri da salvare in squadra. Tre strade per giocare con un bambino timido.
Redazione Giochi per crescere
Il bambino timido resta attaccato alla vostra gamba alla festa, risponde a mezza voce, guarda gli altri giocare prima di entrare. Poi, a casa, infila un burattino, e il burattino si mette a parlare. Dentro un gioco è più facile farsi avanti, perché c'è un personaggio dietro cui stare, una squadra con cui vincere, una storia in cui riconoscersi. La timidezza è un modo di essere, e si rispetta. I giochi qui sotto gli danno più spazio per esprimersi, con i suoi tempi.
Come aiutare un bambino timido: prima dentro un gioco
Il Working Paper 1 del Center on the Developing Child di Harvard (2004) mette le relazioni al centro. Legami sicuri e stabili con adulti affettuosi sono la base di abilità sociali positive e di una buona comprensione delle emozioni. Per un bambino timido questo vuol dire partire dal gioco con voi, prima di quello con gli sconosciuti.
Il gioco di finzione fa il resto. Il Working Paper 11 di Harvard (2011) lo descrive come un terreno di allenamento, perché lì si negoziano i ruoli, si ricorda chi fa cosa, si improvvisa la storia. Il capitolo di Susanne Denham sulla competenza emotiva aggiunge come gli adulti insegnano le emozioni. Le mostrano, reagiscono a quelle del bambino e gliele nominano. Tutte e tre le cose si fanno benissimo giocando.
Burattini: far parlare un personaggio
Con un burattino infilato sulla mano, è il burattino a parlare. Il Burattino Kasper di HABA è di stoffa, con le gambe che penzolano, e il bambino gli inventa avventure e litigi. Da solo un burattino si esaurisce presto. Rende quando c'è un pubblico, e il primo pubblico siete voi, seduti sul divano ad applaudire.
Storie birbone da recitare in ogni occasione, di Roberto Piumini ed Emanuela Bussolati, trasforma dita, calzini e forchette in personaggi per i momenti di tutti i giorni, il bagnetto, il vestirsi, lo sparecchiare. All'inizio recitate voi, poi presto il bambino vuole fare lui lo spettacolo.
Per chi preferisce stare dietro le quinte c'è il Cubo magico Crea storie di Headu, un teatro di ombre. Il bambino sceglie lo sfondo, monta le sagome e racconta la storia con la torcia, in una stanza in penombra. È regista, attore e narratore insieme, senza nessuno che lo guarda in faccia.
Un burattino di stoffa da mano, con le gambe che penzolano: è Kasper, il personaggio buffo del teatrino tedesco. Il bambino lo infila, lo fa parlare, gli inventa avventure e litigi. Dare voce a un personaggio è uno dei modi più semplici per far finta e raccontare, anche per chi a parole è timido.
Storie in rima di Roberto Piumini e idee di Emanuela Bussolati per trasformare dita, calzini e forchette in personaggi e recitarle nei momenti di routine: vestirsi, sparecchiare, il bagnetto. Il bambino vede un oggetto diventare un altro e presto vuole fare lui lo spettacolo.
Un cubo-teatro con scenari e sagome da posizionare: il bambino sceglie lo sfondo, monta i personaggi e inventa la storia, poi accende la torcia e la racconta con le ombre. Diventa regista del suo piccolo spettacolo.
In Viola non è rossa di Lorenza Farina, illustrato da Marina Marcolin, Viola arrossisce quando la guardano, quando la interrogano, quando la prendono in giro. Poi conosce Nerina, timida come lei, e insieme si sentono più forti. Il tema della presa in giro può toccare chi la vive, ed è un libro da leggere con un adulto che ascolta, dai 5 anni.
Emo-zio-sauri è una galleria di dieci bambini travestiti da dinosauri, ognuno con un'emozione. C'è anche il Timido-sauro. Si legge un personaggio per volta, e il bambino ritrova situazioni della sua giornata all'asilo o con gli amici.
La piscina di JiHyeon Lee non ha parole. Un bambino si tuffa in una piscina affollata e sul fondo scopre, con una bambina timida, un mondo di creature fantastiche. Il racconto lo fa il bambino guardando le tavole, ed è un'amicizia che nasce in silenzio. Serve un adulto che rilanci con qualche domanda.
Viola arrossisce per tutto: quando la guardano, quando la interrogano, quando la prendono in giro. Poi conosce Nerina, timida come lei, e insieme si sentono più forti. Il bambino riconosce il rossore e la vergogna, e vede che un'amica può cambiare le cose. Testo di Lorenza Farina, illustrazioni di Marina Marcolin.
Dieci bambini travestiti da dinosauri, ognuno con un'emozione: il Timido-sauro, il Buffo-sauro e gli altri. Il bambino riconosce come si comporta ciascuno con gli altri e ritrova situazioni della sua giornata. Il travestimento da dinosauro rende le emozioni simpatiche da guardare, anche quelle scomode.
Un bambino si tuffa in una piscina affollata e sul fondo scopre, con una bambina timida, un mondo di creature fantastiche. Albo senza parole di JiHyeon Lee: il bambino osserva le tavole, nomina gli esseri inventati e racconta lui la storia, entrando nell'immaginazione dei protagonisti.
Perdere da solo davanti a tutti pesa a molti bambini, e a quelli timidi di più. Nei giochi cooperativi la squadra gioca contro il gioco. In Little Cooperation di Djeco si portano tutti gli animali all'igloo prima che il ponte di ghiaccio crolli, e se crolla si perde insieme. Le partite sono brevissime. In PinPon il camion dei pompieri deve arrivare alla casa prima che le fiamme la coprano. Il camion è grande e si prende bene anche a 3 anni.
I colori delle emozioni di Devir, nella versione da viaggio, porta le emozioni dentro un turno. Si aiuta il mostro a rimettere ogni emozione nel suo barattolo e si racconta quando la si è provata. Raccontarlo diventa un turno di gioco come gli altri. Funziona meglio dopo aver letto l'albo di Anna Llenas, e con un adulto che racconta per primo e non giudica.
Mimo di Clementoni è il passo dopo, quando il bambino è pronto. Si pesca una carta con un animale o un'azione, si mima e gli altri indovinano. La scheda lo dice onestamente, i più timidi all'inizio non vogliono mimare davanti agli altri. Cominciate voi con la faccia più buffa che avete, e lasciate che sia lui a chiedere il turno. Altre idee per giocare in tanti sono nei giochi da tavolo cooperativi per bambini e nei giochi di gruppo per bambini.
Tutti insieme si aiuta il camion dei pompieri ad arrivare alla casa prima che le fiamme la coprano. Il bambino tira il dado dei colori, libera la strada girando la tessera giusta e accetta la fiamma quando esce. Un primo gioco da tavolo cooperativo, con un camion grande da tenere in mano.
Versione compatta del gioco tratto dall'albo di Anna Llenas: si aiuta il mostro a rimettere ogni emozione nel suo barattolo e, a ogni colore, si racconta quando la si è provata. La scatola fa da tabellone, così si porta in viaggio.
Cinquanta carte con personaggi buffi che fanno un'azione o imitano un animale: chi pesca la carta la mima, gli altri indovinano. Il bambino trasforma un disegno in gesti e in faccia buffa, e chi guarda deve dire la parola giusta. Nessuna lettura: bastano le figure.
Quello che si può fare da casa è provare prima, per gioco. Il burattino va a scuola, saluta la maestra, chiede a un compagno se vuole giocare. Poi i ruoli si scambiano, e il bambino fa la maestra mentre voi siete l'alunno che non trova le parole. Il pulcino e l'uovo di Francesca Mascheroni ed Elisa Cavaliere racconta un pulcino che non vuole uscire dal guscio perché fuori il mondo sembra troppo grande. Sbircia, prova, rompe il guscio un pezzo alla volta. È pensato per i passaggi che spaventano, come il primo giorno di scuola, e funziona se lo collegate a un passaggio vero.
Aiuta giocare accanto a lui senza chiedergli niente, lasciare un silenzio prima della risposta, dire ad alta voce come vi sentite voi («anch'io alla festa conoscevo poche persone»). Toglie spazio invece rispondere al suo posto, farlo salutare a forza davanti a tutti, raccontare agli altri che «è timido» mentre ascolta. Spesso il racconto arriva dopo, a casa, quando il burattino spiega cosa è successo alla festa.
Se a pesare è soprattutto la sconfitta davanti agli altri, la guida al bambino che non sa perdere ha qualche idea in più. Anche la paura delle cose nuove si gioca, come racconta la selezione sulla paura del buio nei bambini.
Se un dubbio sulla sua timidezza vi accompagna a lungo, il pediatra è la persona con cui parlarne.
Domande frequenti
Bambino timido: cosa fare quando non vuole salutare?
Salutare per lui, con calma, e lasciargli il tempo. Un saluto fatto da un burattino, o con la mano da dietro la vostra gamba, è già un saluto. Le richieste davanti a tutti di solito lo fanno chiudere di più.
Che libri sulla timidezza leggere?
Dai 3 anni Emo-zio-sauri e La piscina, un albo senza parole in cui un'amicizia nasce in silenzio. Dai 5 anni Viola non è rossa, la storia di una bambina che arrossisce per tutto e trova un'amica timida come lei.
Quali giochi per un bambino timido di 3 anni?
A 3 anni funzionano un burattino da infilare sulla mano, un primo gioco cooperativo come PinPon, con un camion grande facile da prendere, e un albo da leggere a pezzi come Emo-zio-sauri, un personaggio per sera.
Da che età si può giocare con un burattino?
Sotto i 2 anni lo muove l'adulto e il bambino guarda. Il Burattino Kasper è pensato dai 2 anni, e il teatro d'ombre del Cubo magico di Headu dai 3.