Headu Cubo magico Crea storie
Un cubo-teatro con scenari e sagome da posizionare: il bambino sceglie lo sfondo, monta i personaggi e inventa la storia, poi accende la torcia e la racconta con le ombre. Diventa regista del suo piccolo spettacolo.
Un teatro di ombre con la torcia, un Signor Buio che viene a ballare, un mostro nell'armadio che ha più paura del bambino. Giochi e libri per la sera, fascia per fascia.

La paura del buio arriva spesso all'ora della nanna, quando la luce si spegne e la stanza conosciuta diventa piena di forme. Il buio si conosce meglio giocandoci insieme. Di giorno si gioca con la luce e le ombre, la sera si leggono storie in cui il buio è un personaggio, e prima di dormire c'è un rito che si ripete uguale.
Il capitolo di Susanne Denham sulla competenza emotiva dei bambini descrive tre modi in cui gli adulti insegnano le emozioni. Le mostrano con il proprio comportamento, reagiscono a quelle del bambino e gliele spiegano con le parole. Fra le strategie con cui un bambino impara a calmarsi ci sono consolarsi da solo e spostare l'attenzione su altro.
Tradotto alla sera, conta come reagite. Dite il nome della paura («il buio ti fa paura, lo capisco»), restate vicini, e offrite qualcosa su cui spostare l'attenzione. Un gioco con la torcia, una storia già nota, il peluche da mettere a letto. I giochi e i libri qui sotto servono a questo.
Di giorno, con le tende tirate, una torcia e una parete bastano per le ombre cinesi. Le mani diventano un coniglio, un cane che apre la bocca, un uccello che vola. Poi la torcia passa al bambino, e il buio della stanza diventa il palco.
Il Cubo magico Crea storie di Headu è un teatro in un cubo. Il bambino sceglie lo sfondo, monta le sagome, inventa la storia e la racconta con le ombre accendendo la torcia. Serve una stanza in penombra, ed è un gioco tranquillo, adatto alla sera. I più piccoli all'inizio montano e smontano, e la prima storia conviene lanciarla voi.
Dai 5 anni c'è La casa dei topolini di Gigamic. Si spia dentro una casetta di cartone attraverso le finestre finché la lampada resta accesa, e poi si ricorda dove i topolini hanno messo bottoni, chiavi e anelli. Si gioca tutti insieme, e la luce che si spegne fa parte del divertimento. Per i più grandi, uno dei due mazzi del Dobble Anniversary si illumina al buio, così il gioco continua in tenda o con la luce spenta.
Un cubo-teatro con scenari e sagome da posizionare: il bambino sceglie lo sfondo, monta i personaggi e inventa la storia, poi accende la torcia e la racconta con le ombre. Diventa regista del suo piccolo spettacolo.
I bambini spiano dentro una casetta tridimensionale attraverso le finestre, finché la lampada resta accesa, e devono ricordare dove i topolini hanno messo bottoni, chiavi e anelli, e in che verso. Si gioca tutti insieme: un memory in tre dimensioni, dove conta guardare bene finché c'è luce.
Il Dobble classico in edizione da collezione: due mazzi di carte grandi, uno che si illumina al buio e uno con simboli dorati. Il bambino confronta due carte, trova l'unico simbolo in comune e lo nomina prima degli altri, in cinque mini-giochi diversi.
In Ballando con il Buio di Ella Burfoot, quando le luci si spengono a casa di Alice arriva il Signor Buio. Invece di far paura balla, canta e gioca con lei. Una lettura sola non scioglie una paura forte, e per questo funziona come libro da rileggere ogni sera. Buio di Giorgio Volpe, illustrato da Francesca Corso, è più poetico. Per la bambina protagonista il Buio è una presenza amica dove sognare e immaginare.
Una strana creatura nel mio armadio è il classico di Mercer Mayer. Il bambino decide di affrontare il mostro, e il mostro, spaventato a sua volta, finisce a piangere e a farsi consolare. Sotto i 3 anni l'idea del mostro può spaventare invece di rassicurare.
Per i più grandi ci sono due albi con un po' di ironia. In Mi piacciono gli incubi la protagonista adora i suoi mostri, e quando la mamma prova a riempirle le notti di unicorni tutto diventa noioso. Ombra di Suzy Lee non ha parole. In una cantina buia una bambina accende la luce e gli oggetti diventano animali, e la cantina una giungla. Porta dritto al gioco delle ombre con la torcia.
Quando le luci si spengono, a casa di Alice arriva il Signor Buio: invece di far paura, balla, canta e gioca con lei. Il bambino vede il buio diventare un personaggio amico e la notte un momento di festa. Ella Burfoot affronta la paura del buio con leggerezza.
Una bambina tiene un posto speciale nel cuore per il Buio, che per lei non è un mostro ma una presenza amica dove sognare e immaginare. Giorgio Volpe scrive un testo poetico, illustrato da Francesca Corso: un albo per affrontare la paura della notte cambiando sguardo, non negandola.
Un bambino ha un mostro nell'armadio e una notte decide di affrontarlo; il mostro, spaventato a sua volta, finisce a piangere e a farsi consolare. Il bambino che ascolta vede la paura girarsi al contrario. Un classico di Mercer Mayer che rende piccola una paura grande.
La protagonista adora i suoi incubi e i suoi mostri, e quando la mamma prova a riempirle le notti di unicorni e fate tutto diventa noioso. Il bambino ride del ribaltamento e vede che la paura si può guardare in faccia. Testo di Séverine Vidal, illustrazioni di Amélie Graux.
In una cantina buia una bambina accende la luce e comincia a giocare con le ombre: gli oggetti diventano animali, la cantina una giungla che si anima. Suzy Lee usa la piega del libro per separare le cose dalle loro ombre, e il racconto senza parole lascia al bambino il compito di scoprire cosa c'è dietro ogni sagoma.
Il rito è la stessa sequenza ogni sera, nello stesso ordine, il pigiama, il libro, la luce. Per i più piccoli ci sono libri fatti apposta. In Buonanotte, Coniglietto il bambino batte le mani per mettere il pigiama a Coniglietto, gli gratta le orecchie, gli dà il bacio e spegne la luce. Fa a qualcun altro gli stessi gesti del suo rito. Buonanotte luna è il classico del 1947 in cui un coniglietto dà la buonanotte a ogni cosa della stanza mentre la luce cala pagina dopo pagina. In Io non ho paura! di Barroux il protagonista è solo nel letto al buio, e non ha paura perché ha il suo peluche e la sua coperta.
Quando servono storie più lunghe ci sono Le storie della buonanotte di Piccolo Orso. Sono quattro racconti, uno per sera. Piccolo Orso ha paura del buio, e Grande Orso trova ogni volta un modo per rassicurarlo, senza sgridarlo.
Un cartonato quadrato in cui il bambino batte le mani per mettere il pigiama a Coniglietto, gli gratta le orecchie, gli dà il bacio e spegne la luce. Si fa finta di prendersi cura di qualcuno con gli stessi gesti del proprio rito della nanna, e ogni pagina risponde a un'azione.
Un coniglietto a letto dà la buonanotte a ogni cosa della stanza, mentre la luce cala pagina dopo pagina. Il bambino ascolta la cantilena, impara a ripetere i saluti e cerca il topolino e i dettagli che cambiano. Un classico del 1947 costruito apposta per rallentare verso il sonno.
Perso al supermercato, davanti ai leoni dello zoo, solo nel letto al buio: il protagonista non ha paura perché ha il suo peluche, la sua coperta. Barroux usa testo brevissimo, due colori e una domanda che ritorna («Sai perché?») per dare ai più piccoli parole sulla paura e sull'oggetto che consola.
Quattro storie di Martin Waddell e Barbara Firth: Piccolo Orso ha paura del buio, si allontana, vuole giocare, e Grande Orso trova ogni volta il modo di rassicurarlo. Il bambino si riconosce nelle sue paure e vede come si calmano. Una raccolta per le sere in cui serve una storia lunga.
Tutto funziona meglio ripetuto. La stessa storia, lo stesso gioco con la torcia, la stessa frase quando spegnete la luce. Lasciate che sia il bambino a scegliere dove mettere il peluche e quale libro leggere. Avere qualcosa da decidere lo fa sentire meno piccolo davanti al buio.
La paura del buio spesso viaggia insieme alla paura delle cose nuove e delle persone che non si conoscono. Ne parla la guida al bambino timido, con burattini e albi sul coraggio. Per i giochi adatti all'età ci sono le guide ai giochi per bambini di 3 anni e ai giochi per bambini di 4 anni.
Se la paura vi preoccupa e non si allenta, il pediatra può aiutarvi a capire insieme cosa fare.
Andare da lui, dare un nome alla paura e restare vicini finché si calma. Aiuta avere a portata di mano lo stesso peluche o la stessa frase della buonanotte, così la notte ritrova un pezzo del rito della sera.
Per i più piccoli Io non ho paura! e Buonanotte luna. Dai 3 anni Ballando con il Buio e Una strana creatura nel mio armadio, in cui il buio e il mostro diventano personaggi. Dai 4 anni Ombra di Suzy Lee e Mi piacciono gli incubi.
Serve una stanza in penombra, una torcia e una parete chiara. Le mani tra la luce e il muro diventano animali, e si può raccontare una storia con le ombre. Il Cubo magico di Headu è un teatrino pronto, con sfondi e sagome.