giochi per crescere
Gigamic La casa dei topolini
produttore: Gigamic
Gioco5–8 anni

Gigamic

Gigamic La casa dei topolini

Il nostro parere

I bambini spiano dentro una casetta tridimensionale attraverso le finestre, finché la lampada resta accesa, e devono ricordare dove i topolini hanno messo bottoni, chiavi e anelli, e in che verso. Si gioca tutti insieme: un memory in tre dimensioni, dove conta guardare bene finché c'è luce.

Il cuore è osservare finché la luce resta accesa: notare oggetti, posizioni e direzione dentro ogni stanza.
5–8 anni
età
1–4
giocatori
~15 min
a partita

Link affiliati: riceviamo una commissione, il prezzo per te non cambia.

Cosa stimola

Cosa succede nella testa (e nelle mani) di tuo figlio

3
È il cuore del giocoAttenzione sostenuta

Il tempo di osservazione è limitato dalla lampada e le stanze sono piene di dettagli: il gioco esiste per allenare lo sguardo che cerca e fissa ciò che conta.

Lo vedi quando…
  • sceglie una finestra e la guarda tutta prima di passare alla successiva
  • dice «la chiave era girata verso la porta!»
  • si accorge che un oggetto è cambiato di posto rispetto alla partita prima
2
La allena Funzioni esecutive Spenta la luce bisogna tenere a mente più posizioni insieme mentre gli altri parlano e propongono le loro: memoria di lavoro vera.
2
La allena Visuo-spaziale Non basta ricordare l'oggetto: bisogna ricordare in quale stanza e in quale verso, e collegare la vista dalla finestra al tabellone.
2
La allena Cooperazione e turnazione Ci si divide le finestre e si mettono insieme i ricordi: si vince o si perde come squadra, discutendo chi ha visto cosa.
1 Le tocca: motricità fine, linguaggio.
Tutte le dieci aree, con il voto Apri ⌄
Attenzione sostenuta 3 su 3
Funzioni esecutive 2 su 3
Visuo-spaziale 2 su 3
Cooperazione e turnazione 2 su 3
Motricità fine 1 su 3
Linguaggio 1 su 3
Motricità globale 0 su 3
Logica e matematica 0 su 3
Gioco simbolico e creatività 0 su 3
Competenza socio-emotiva 0 su 3

Come assegniamo i voti →

La recensione

Com’è giocarci davvero

La prima partita è soprattutto stupore: la casetta è bella, le finestre sono piccole, e tutti vogliono guardare dappertutto senza ricordare niente. Quando la lampada si spegne ci si accorge che servono un metodo e una divisione dei compiti.

Dalle partite successive i bambini si organizzano: tu guardi la cucina, io la camera. Il bello è la discussione finale, quando ognuno è sicuro di aver visto qualcosa di diverso. Dopo molte partite le posizioni si imparano, ed è il momento di mescolare di più gli oggetti.

Perché lo consigliamo
  • si gioca in squadra: nessuno resta indietro da solo
  • la casetta tridimensionale rende la memoria un'esplorazione
  • funziona anche con un adulto e un solo bambino
Quando NON è adatto

Va montata e la casetta di cartone va trattata con cura. Le prime partite chiedono un adulto che spieghi il punteggio; una volta imparate le posizioni, rigiocando la sfida cala.

Come proporlo

Cresce con lui: tre sfide

5–6 anni
Usare poche stanze e pochi oggetti, guardando insieme all'adulto e nominando ad alta voce ciò che si vede.
6–8 anni
Gioco completo: dividersi le finestre e ricordare anche il verso di ogni gettone, non solo il posto.

Dove trovarlo

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