Janod
Janod Mappa magnetica d'Italia
Venti calamite a forma di regione da rimettere al loro posto sul tabellone, con nome, numero e un disegno della specialità locale. Il bambino impara a riconoscere la sagoma della Sicilia o del Molise e a orientarsi su una carta vera, con fiumi, monti e Paesi confinanti.
Cosa succede nella testa (e nelle mani) di tuo figlio
La mappa si costruisce solo leggendo le sagome: girare la Toscana finché combacia, capire che la Calabria va in basso, incastrare le regioni piccole tra le grandi. È geografia fatta con gli occhi e con le mani.
- gira una regione tra le dita finché il contorno combacia
- parte dalle regioni grandi e lascia per ultime le piccole
- riconosce lo stivale anche su un'altra carta o sul meteo in tv
Tutte le dieci aree, con il voto Apri ⌄
Com’è giocarci davvero
La prima volta il bambino procede per tentativi e chiede aiuto per le regioni del centro, che si somigliano. I numeri sul magnete aiutano a controllare, e la specialità disegnata diventa subito un aggancio: la regione della pizza, quella del formaggio.
Dopo qualche giro la mappa si fa in pochi minuti e il gioco cambia: si chiede «dov'è la nonna?», si cercano fiumi e monti, si leggono i nomi ad alta voce. Rende di più tenuto in vista sul frigo o vicino a una carta vera che chiuso in un armadio.
- una carta vera: fiumi, monti e confini, non solo sagome colorate
- i numeri sulle calamite permettono di controllarsi da soli
- utile come aggancio quando a scuola si studiano le regioni
Non è un gioco a partite: si completa la mappa e si ricomincia, e dopo qualche volta stanca. Le regioni piccole (Molise, Valle d'Aosta) sono minuscole. Calamite: non sotto i 3 anni.
Cresce con lui: tre sfide
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