giochi per crescere
Devir Ubongo
Immagine: IBS
Gioco7½ anni – 11½ anni

Devir

Devir Ubongo

Il nostro parere

Tutti insieme, contro la clessidra, si incastrano tre o quattro pezzi per riempire la sagoma della propria carta: chi finisce prima grida «Ubongo!» e prende le gemme migliori. Un tangram a tempo, con carte facili e difficili per giocare tra età diverse.

Il cuore è incastrare le forme nella testa: ruotare, girare e provare i pezzi finché la sagoma è piena.
7½ anni – 11½ anni
età
1–4
giocatori
~25 min
a partita
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Cosa stimola

Cosa succede nella testa (e nelle mani) di tuo figlio

3
È il cuore del giocoVisuo-spaziale

Ogni carta è un piccolo tangram: bisogna immaginare come ruotano e si ribaltano le forme e dove possono stare. È rotazione mentale pura, sotto la pressione del tempo.

Lo vedi quando…
  • gira un pezzo più volte in mano prima di appoggiarlo
  • toglie un pezzo e prova a ribaltarlo invece di forzarlo
  • guarda la sagoma e sceglie subito il pezzo più grande per l'angolo
2
La allena Attenzione sostenuta Tutti giocano insieme contro la clessidra: bisogna restare sulla propria carta senza farsi distrarre dagli altri.
1 Le tocca: logica e matematica, funzioni esecutive.
Tutte le dieci aree, con il voto Apri ⌄
Visuo-spaziale 3 su 3
Attenzione sostenuta 2 su 3
Logica e matematica 1 su 3
Funzioni esecutive 1 su 3
Motricità fine 0 su 3
Motricità globale 0 su 3
Linguaggio 0 su 3
Gioco simbolico e creatività 0 su 3
Competenza socio-emotiva 0 su 3
Cooperazione e turnazione 0 su 3

Come assegniamo i voti →

La recensione

Com’è giocarci davvero

La prima partita è frenetica: tutti girano la clessidra, nessuno trova la soluzione e qualcuno guarda la carta del vicino. Conviene iniziare con il lato facile delle carte e senza tempo, per capire come si incastrano le forme. I bambini imparano presto che girare un pezzo cambia tutto.

Dopo qualche partita le carte facili diventano troppo semplici e si passa a quelle con quattro pezzi. Tra adulti e bambini funziona dare al grande le carte difficili e al piccolo quelle facili: così la gara è vera. Il bambino più lento può frustrarsi con la clessidra, ed è meglio toglierla per un po'.

Perché lo consigliamo
  • si gioca tutti insieme: nessuno aspetta il proprio turno
  • carte con due lati di difficoltà per mettere alla pari età diverse
  • si può giocare anche da soli, come rompicapo
Quando NON è adatto

La clessidra mette ansia ai più lenti: sotto i 7 anni conviene giocare senza tempo. Tra un adulto e un bambino serve dare carte di difficoltà diversa, o vince sempre il grande.

Come proporlo

Cresce con lui: tre sfide

7–8 anni
carte con tre pezzi e senza clessidra, finché le forme si incastrano con sicurezza
9–10 anni
aggiungere la clessidra e giocare a punti con le gemme
11 anni
carte con quattro pezzi e sfida alla pari con gli adulti

Dove trovarlo

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