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PlanToys Impilatore orizzontale
Gli anelli si infilano su un perno sdraiato, non dritto: il bambino deve girare il polso e spesso tenere fermo con l'altra mano. Poi li sfila e li fa cadere nella fessura della base, per ricominciare. Rispetto alla piramide classica chiede un gesto meno automatico.
Cosa succede nella testa (e nelle mani) di tuo figlio
Il perno orizzontale costringe a orientare l'anello e a ruotare il polso invece di lasciarlo cadere dall'alto: un gesto più fine della piramide classica, con una mano che tiene e l'altra che infila.
- gira l'anello in mano finché il foro è allineato con il perno
- tiene ferma la base con una mano mentre infila con l'altra
- fa scivolare gli anelli nella fessura uno alla volta
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Com’è giocarci davvero
Le prime volte il bambino prova a infilare gli anelli come farebbe su una piramide, dall'alto, e non riesce. Serve un adulto che mostri il gesto con calma: girare l'anello, avvicinarlo di lato, spingere. Quando ci riesce la prima volta di solito vuole rifarlo subito.
Con la pratica il gioco diventa una piccola routine: tutti dentro, tutti fuori, tutti nella fessura. È una buona tappa dopo la piramide classica, ma verso i 2 anni e mezzo il gesto è ormai automatico e l'interesse cala.
- un gesto diverso dalla solita piramide, che chiede di ruotare il polso
- la fessura nella base aggiunge un secondo gioco e tiene gli anelli insieme
- il bambino lavora con due mani insieme, non con una sola
Sotto l'anno il perno orizzontale frustra più della piramide classica: meglio partire da quella. Dopo i 2 anni e mezzo diventa facile e ripetitivo. Gli anelli tolti dalla base si perdono in giro.
Cresce con lui: tre sfide
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