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Giochi da tavolo per bambini: da che età e come sceglierli

Da che età si inizia con i giochi da tavolo, cosa cambia dai 3 ai 10 anni, cosa allenano e come capire se un gioco è troppo difficile o troppo facile.

Redazione Giochi per crescere

Giochi da tavolo per bambini: da che età e come sceglierli
Illustrazione Giochi per crescere

I giochi da tavolo per bambini cambiano più in fretta dei bambini stessi. A 3 anni un dado con i colori e un cestino di frutti di legno bastano a tenere quattro persone intorno al tavolo per un quarto d'ora; a 9 anni lo stesso bambino vuole una mappa, delle risorse da gestire e un avversario adulto che non gli regali niente. Un gioco da tavolo è un gioco con regole fisse, pezzi su un piano comune e turni, in cui la partita la decidono le scelte dei giocatori, la fortuna o un po' tutte e due. Capire quale di queste parti un bambino regge, anno per anno, è il modo più sicuro per scegliere.

Da che età si può iniziare con i giochi da tavolo

Il primo gioco da tavolo vero si gioca verso i 3 anni. È l'età in cui la maggior parte dei bambini riesce a tenere a mente due regole insieme (Center on the Developing Child di Harvard, Working Paper 11, 2011), per esempio «tiro il dado» e «prendo un frutto del colore uscito». Prima di allora i pezzi interessano più della partita.

A 2 anni e mezzo un memory con poche carte grandi diventa un gioco di scoperta. Il bambino gira le carte, le tocca, nomina quello che vede; la coppia da ritrovare arriva qualche mese dopo, e intanto l'adulto può giocare il turno a voce alta, «giro questa… è il gatto!», così le regole si sentono prima di essere chieste.

Il momento è arrivato quando il bambino aspetta che il dado si fermi prima di prendere il pezzo, e alla fine della partita ne chiede un'altra.

Come cambia il gioco da tavolo dai 3 ai 12 anni
  1. 3 annisegue due regole insieme: tira il dado dei colori e prende il pezzo giusto · Funzioni esecutive
  2. 4-5 anniriesce a rimandare e ad aspettare: lascia i pezzi fermi mentre gioca un altro · Funzioni esecutive
  3. 5 anniconta le caselle e fa le prime somme entro il 10 per decidere una presa · Logica e matematica
  4. 6 annifa domande sì o no che escludono qualcosa, invece di tirare a indovinare · Logica e matematica
  5. 7 anniignora le distrazioni intorno al tavolo quasi come un adulto · Attenzione sostenuta
  6. 8-10 annipianifica più mosse in anticipo, gestisce risorse e partite da 30-45 minuti · Logica e matematica
  7. 10-12 annisi adatta a regole che cambiano su più cose insieme, come carte che modificano il turno · Funzioni esecutive

Sono età medie, e fra un bambino e l'altro ci possono essere anche due anni di differenza.

Cosa allenano i giochi da tavolo

I giochi da tavolo allenano soprattutto le funzioni esecutive, le capacità che permettono di tenere un'informazione in mente, frenare un impulso e cambiare strategia quando le cose cambiano. Il documento di Harvard porta proprio l'esempio della dama. La memoria di lavoro è quella che serve per tenere traccia delle mosse e fare la mossa logica successiva, il controllo inibitorio quello che trattiene il bambino dal rispondere prima del suo turno.

Si vede bene al tavolo. Il bambino di 4 anni che vorrebbe prendere subito il frutto ma aspetta il dado sta esercitando lo stesso freno che gli servirà in classe per alzare la mano. Quello di 8 anni che rinuncia a una presa facile per non lasciare la strada libera all'avversario sta tenendo in testa due mosse alla volta.

Quello che si impara giocando può restare a lungo. In uno degli studi raccolti da una rassegna su 27 ricerche (Noda e colleghi, 2019), bambini di 4-5 anni che avevano giocato una sola volta, per una ventina di minuti, a un gioco da tavolo sulla sicurezza in strada ricordavano ancora dove attraversare sei mesi dopo.

C'è anche un vantaggio che si nota poco. Molti giochi da tavolo si giocano quasi senza parole, e per questo vanno bene anche con i più piccoli o con un bambino che parla ancora poco: il gioco passa dai pezzi e dai gesti.

Come scegliere un gioco da tavolo per l'età del bambino

Prima dell'età sulla scatola conviene guardare quanto dura una partita, quante regole bisogna ricordare, quanto decide il dado e se serve saper leggere. Sono le cose che fanno restare un bambino al tavolo o lo fanno alzare.

Giochi da tavolo per bambini: cosa regge a ogni età
EtàDurata di una partitaRegoleChi decide la partitaUn esempio
3-4 anni10-15 minutiuna o due, si imparano giocandosoprattutto il dadoun percorso con il dado dei colori, un cooperativo contro un animale che avanza
5-6 anni15-20 minutitre o quattro, qualche carta specialedado e prime scelteun memory con punteggio, un gioco di prese dove si fa 10
7-8 anni20-30 minutipiù fasi nel turnole scelte, con un po' di fortunaun labirinto da spostare, giochi di deduzione con domande sì o no
9-10 anni30-45 minutiregole che si combinanola strategiauna corsa su mappa con risorse, un escape game a enigmi

La durata è il primo filtro. Sotto i 5 anni conviene restare intorno al quarto d'ora, e due partite brevi di fila valgono più di una lunga lasciata a metà.

Chi decide. Nei primi giochi conta molto il dado, ed è giusto così: un bambino di 3 anni può vincere contro un adulto senza che nessuno lo lasci vincere. Verso i 6-7 anni, se il dado decide tutto, il gioco annoia presto; cercate allora giochi dove a ogni turno c'è una scelta vera.

La lettura. Molti giochi dai 7 anni hanno carte con testo. Prima che il bambino legga da solo funzionano lo stesso, se un adulto legge per tutti, ma il bambino dipende da lui a ogni turno.

I pezzi piccoli. Fino ai 3 anni, e con fratellini più piccoli in casa, contano anche le dimensioni di gettoni e pedine.

Per passare dai criteri ai titoli ci sono le selezioni per fascia: giochi da tavolo per bambini di 3-4 anni, di 5-6 anni, di 7-8 anni e di 9-10 anni.

Come capire se un gioco è troppo difficile o troppo facile

Un gioco è troppo difficile quando l'adulto finisce per giocare il turno al posto del bambino. Succede senza accorgersene: «metti qui», «no, prendi quella», e dopo tre giri al tavolo pensa uno solo.

Il gioco è giusto per lui?
Va bene se…È troppo difficile se…È troppo facile se…
sceglie da solo la mossa, anche sbagliandochiede a ogni turno cosa deve farevince senza pensarci, sempre nello stesso modo
arriva alla fine della partitasi alza a metà o cambia giocofinisce la partita in pochi minuti e si annoia
chiede la rivincitapiange per una regola che non ha capitoinventa regole nuove per renderlo più difficile

Un gioco troppo difficile si può quasi sempre adattare. Con un memory si tolgono metà delle coppie, con un gioco di carte si lasciano da parte le carte speciali, con un gioco di percorso si gioca senza la regola che fa tornare indietro. Quando il bambino inventa da solo una regola nuova, invece, il gioco gli sta stretto ed è il momento di passare alla fascia successiva.

Giochi da tavolo in famiglia: il ruolo dell'adulto

Nei giochi da tavolo da fare in famiglia l'adulto spiega le regole un pezzo alla volta e intanto gioca davvero. La prima partita si fa a carte scoperte, raccontando le proprie mosse a voce alta («prendo il rosso perché mi serve per finire»); il bambino impara le regole guardando, più che ascoltando.

Con fratelli di età diverse attenzione ai giochi di velocità, quelli dove vince chi trova per primo il simbolo o afferra la carta giusta: il più grande vince quasi sempre, e il più piccolo smette di divertirsi. Funzionano meglio i giochi dove conta la fortuna e quelli in cui si gioca tutti dalla stessa parte.

I giochi da tavolo cooperativi sono la scelta più semplice quando al tavolo ci sono età diverse o un bambino che vive male la sconfitta: si vince e si perde insieme, contro il gioco. Se ogni partita persa finisce in lacrime, nella guida al bambino che non sa perdere ci sono le frasi da dire durante e dopo. Per le serate con più bambini, alle feste o con i cugini, ci sono i giochi di gruppo per bambini.

Giochi da tavolo semplici, educativi o di strategia: le famiglie di giochi

I giochi da tavolo per bambini, o giochi in scatola come li chiamano molti genitori, si dividono in poche famiglie, e ognuna chiede al bambino qualcosa di diverso.

Percorso e dado

Si tira il dado e si avanza: è la famiglia dei primi giochi, dai 3 anni. Chiede di contare le caselle e di aspettare il turno, poco altro. Dai 6 anni, senza scelte, stanca.

Memoria

Il memory classico e le sue varianti, dalle 6-8 coppie dei più piccoli alle 30 e più dei grandi. Il bambino ricorda dove ha visto il gattino, gira la tessera sbagliata, ci riprova al turno dopo; con poche coppie può vincere contro un adulto senza aiuti.

Mano ferma

Torri da non far cadere, uccellini da appoggiare su un albero in equilibrio, una pinzetta che non deve toccare i bordi. Il bambino guarda da che parte pende l'albero prima di posare il pezzo, e impara a fermarsi invece di forzare. Sotto i 5 anni la mano è ancora poco ferma per i pezzi sottili, e reggono meglio le versioni con pochi pezzi grandi.

Osservazione e velocità

Due carte, un simbolo in comune da trovare prima degli altri. Le partite durano pochi minuti e si portano in viaggio; vince il più veloce, quindi vanno bene fra bambini di età simile.

Deduzione, parole e strategia

Dai 6-7 anni arrivano i giochi di domande («ha gli occhiali?»), di parole e di percorsi da costruire; dagli 8-9 quelli di strategia vera, con risorse da gestire, e gli escape game, dove la squadra risolve enigmi per uscire da una stanza immaginaria.

I giochi «educativi» non sono una famiglia a parte. Ogni gioco con regole allena qualcosa, e un gioco costruito su numeri o lettere funziona solo se è anche un buon gioco: se il bambino non chiede di rigiocarci, l'esercizio finisce lì.

Per sapere cosa succede a ogni età oltre al tavolo, le guide ai giochi per bambini di 3 anni, di 5 anni e da 8 a 10 anni raccontano l'intero anno di gioco.

Domande frequenti

A 2 anni si può giocare a un gioco da tavolo?

A 2 anni si gioca con i pezzi più che con le regole: si guardano e si toccano le carte di un memory grande, si lancia il dado per il gusto di lanciarlo. La partita vera, con turni e regole, arriva di solito verso i 3 anni.

Da che età si può imparare a giocare a dama e scacchi?

La dama, con una regola sola da ricordare, funziona dai 6 anni; gli scacchi chiedono più tempo e un adulto o un fratello che li conosca e li insegni con pazienza. Prima dei 6 anni, su una scacchiera, si gioca a tris. Gli scacchi non rendono più bravi in matematica degli altri giochi: in uno studio su bambini di terza e quarta elementare hanno dato gli stessi risultati della dama e delle normali attività di classe (Noda e colleghi, 2019).

È giusto lasciar vincere un bambino ai giochi da tavolo?

Nei primi giochi non serve: il dado fa vincere anche i più piccoli. Più avanti è meglio scegliere un gioco alla sua portata, o un cooperativo, che regalargli la partita: una vittoria regalata il bambino la riconosce.

Quanto deve durare una partita per un bambino di 4 anni?

Fra i 10 e i 15 minuti. Se la partita è più lunga, meglio fermarsi a metà e riprendere dopo, o scegliere un gioco più breve.

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