Janod
Janod Memory dei suoni
Dodici pezzi da scuotere, sei coppie che suonano uguali: invece di guardare si ascolta. Il bambino agita un pezzo giallo, cerca il blu che fa lo stesso rumore e controlla da solo sotto la base. È un memory che allena l'orecchio, diverso da quelli a immagini.
Cosa succede nella testa (e nelle mani) di tuo figlio
Tutti i pezzi sono uguali alla vista: l'unica differenza è il rumore che fanno. Il bambino deve fare silenzio, ascoltare, confrontare due suoni e decidere se sono uguali. È ascolto attento, la base dell'attenzione uditiva.
- avvicina il pezzo all'orecchio e chiede silenzio agli altri
- scuote due pezzi uno dopo l'altro per confrontarli
- dice «questo è come i sassolini» dando un nome al suono
Tutte le dieci aree, con il voto Apri ⌄
Com’è giocarci davvero
Le prime volte il bambino scuote tutto insieme e ride del rumore. Poi capisce il gioco: un pezzo giallo alla volta, la ricerca del suo gemello blu, il controllo sotto la base. Il fatto di potersi correggere da solo lo rende un gioco che si fa anche senza adulto.
Giocato a turni, come un memory classico, diventa più difficile: bisogna ricordare chi faceva quel suono. Le coppie sono solo sei, quindi la sfida cresce poco; si può allungare la vita del gioco chiedendo di dare un nome a ogni suono o di indovinare cosa c'è dentro.
- un memory per l'orecchio, raro tra i giochi per piccoli
- il controllo sotto la base permette di giocare da soli
- partite brevi, adatte a un momento tranquillo prima di cena
Con sei coppie si esaurisce presto: dopo i 6 anni è troppo facile. Alcuni suoni si somigliano e i più piccoli si scoraggiano. Va giocato in un posto tranquillo, con la tv spenta.
Cresce con lui: tre sfide
Dove trovarlo
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