giochi per crescere
Janod Memory dei suoni
produttore: Janod
Gioco3 anni – 6½ anni

Janod

Janod Memory dei suoni

Il nostro parere

Dodici pezzi da scuotere, sei coppie che suonano uguali: invece di guardare si ascolta. Il bambino agita un pezzo giallo, cerca il blu che fa lo stesso rumore e controlla da solo sotto la base. È un memory che allena l'orecchio, diverso da quelli a immagini.

Il cuore è ascoltare e riconoscere lo stesso suono tra dodici pezzi che sembrano uguali.
3 anni – 6½ anni
età
1–4
giocatori
~10 min
a partita

Link affiliati: riceviamo una commissione, il prezzo per te non cambia.

Cosa stimola

Cosa succede nella testa (e nelle mani) di tuo figlio

3
È il cuore del giocoAttenzione sostenuta

Tutti i pezzi sono uguali alla vista: l'unica differenza è il rumore che fanno. Il bambino deve fare silenzio, ascoltare, confrontare due suoni e decidere se sono uguali. È ascolto attento, la base dell'attenzione uditiva.

Lo vedi quando…
  • avvicina il pezzo all'orecchio e chiede silenzio agli altri
  • scuote due pezzi uno dopo l'altro per confrontarli
  • dice «questo è come i sassolini» dando un nome al suono
2
La allena Funzioni esecutive Nella versione a turni bisogna ricordare quale pezzo, già scosso da un altro, faceva quel rumore: memoria di lavoro, contro la tentazione di scuoterli tutti.
1 Le tocca: motricità fine, cooperazione e turnazione.
Tutte le dieci aree, con il voto Apri ⌄
Attenzione sostenuta 3 su 3
Funzioni esecutive 2 su 3
Motricità fine 1 su 3
Cooperazione e turnazione 1 su 3
Motricità globale 0 su 3
Linguaggio 0 su 3
Logica e matematica 0 su 3
Gioco simbolico e creatività 0 su 3
Competenza socio-emotiva 0 su 3
Visuo-spaziale 0 su 3

Come assegniamo i voti →

La recensione

Com’è giocarci davvero

Le prime volte il bambino scuote tutto insieme e ride del rumore. Poi capisce il gioco: un pezzo giallo alla volta, la ricerca del suo gemello blu, il controllo sotto la base. Il fatto di potersi correggere da solo lo rende un gioco che si fa anche senza adulto.

Giocato a turni, come un memory classico, diventa più difficile: bisogna ricordare chi faceva quel suono. Le coppie sono solo sei, quindi la sfida cresce poco; si può allungare la vita del gioco chiedendo di dare un nome a ogni suono o di indovinare cosa c'è dentro.

Perché lo consigliamo
  • un memory per l'orecchio, raro tra i giochi per piccoli
  • il controllo sotto la base permette di giocare da soli
  • partite brevi, adatte a un momento tranquillo prima di cena
Quando NON è adatto

Con sei coppie si esaurisce presto: dopo i 6 anni è troppo facile. Alcuni suoni si somigliano e i più piccoli si scoraggiano. Va giocato in un posto tranquillo, con la tv spenta.

Come proporlo

Cresce con lui: tre sfide

3–4 anni
Da soli: scuotere un pezzo giallo, cercare il blu che suona uguale e controllare sotto la base.
4–6 anni
A turni come un memory: due pezzi a testa, chi ricorda dove stava il suono giusto si tiene la coppia.

Dove trovarlo

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Allenano le stesse aree

Giochi diversi, impronta vicina.