giochi per crescere
Gigamic Quoridor
produttore: Gigamic
Gioco7–12 anni

Gigamic

Gigamic Quoridor

Il nostro parere

Ogni giocatore deve portare il suo pedone dall'altra parte del tabellone, ma a ogni turno può scegliere di muovere oppure di piazzare una barriera per allungare la strada all'avversario. Il bambino impara a contare le mosse che mancano, a sé e all'altro, e a decidere quando conviene ostacolare.

Il cuore è calcolare chi arriva prima: contare le mosse e decidere se correre o costruire un muro.
7–12 anni
età
2–4
giocatori
~15 min
a partita

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Cosa stimola

Cosa succede nella testa (e nelle mani) di tuo figlio

3
È il cuore del giocoLogica e matematica

Il gioco è un confronto continuo tra due distanze: quanto manca a me, quanto manca a te. Ogni barriera ha senso solo se allunga la strada dell'altro più della mia.

Lo vedi quando…
  • conta ad alta voce le caselle che mancano a sé e all'avversario
  • tiene una barriera di riserva invece di usarle tutte subito
  • mette un muro che allunga la strada dell'altro senza bloccare la sua
2
La allena Funzioni esecutive Il pedone viene voglia di muoverlo sempre; vince chi sa aspettare il momento giusto per spendere le barriere e cambia piano quando l'altro lo chiude.
2
La allena Visuo-spaziale Bisogna immaginare il labirinto che si forma: dove gira il percorso se metto qui una barriera, e se resta ancora un passaggio libero.
1 Le tocca: attenzione sostenuta, cooperazione e turnazione.
Tutte le dieci aree, con il voto Apri ⌄
Logica e matematica 3 su 3
Funzioni esecutive 2 su 3
Visuo-spaziale 2 su 3
Attenzione sostenuta 1 su 3
Cooperazione e turnazione 1 su 3
Motricità fine 0 su 3
Motricità globale 0 su 3
Linguaggio 0 su 3
Gioco simbolico e creatività 0 su 3
Competenza socio-emotiva 0 su 3

Come assegniamo i voti →

La recensione

Com’è giocarci davvero

Alla prima partita quasi tutti fanno la stessa cosa: corrono avanti e piazzano barriere a caso quando l'altro si avvicina. Si finiscono i muri a metà partita e si perde. È un errore utile, perché fa capire subito che le barriere sono la vera risorsa.

Con qualche partita il bambino comincia a guardare il tabellone da sopra, a cercare il percorso più corto e a costruire corridoi lunghi per l'avversario. Le partite restano rapide e senza fortuna: chi vince ha giocato meglio, ed è un buon modo per imparare a perdere senza scuse.

Perché lo consigliamo
  • nessun dado: conta solo come si ragiona
  • si spiega in due minuti e si gioca in un quarto d'ora
  • tabellone e pezzi in legno, robusti anche con molti anni di partite
Quando NON è adatto

Le barriere sono poche e tutte uguali: chi le spreca presto resta senza difese, e sotto i 7 anni succede quasi sempre. A quattro giocatori diventa caotico; il gioco dà il meglio in due.

Come proporlo

Cresce con lui: tre sfide

7–9 anni
Giocare in due con meno barriere a testa (cinque) e contare insieme le mosse prima di ogni muro.
9–12 anni
Regole complete: provare a costruire un corridoio lungo per l'avversario tenendo libero il proprio percorso.

Dove trovarlo

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